Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Sani nella fede

Canto iniziale: Mi hai afferrato

Tt 1,10-16

Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori. A questi tali bisogna chiudere la bocca, perché sconvolgono intere famiglie, insegnando, a scopo di guadagno disonesto, quello che non si deve insegnare. Uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: «I Cretesi sono sempre bugiardi, brutte bestie e fannulloni». Questa testimonianza è vera. Perciò correggili con fermezza, perché vivano sani nella fede e non diano retta a favole giudaiche e a precetti di uomini che rifiutano la verità. Tutto è puro per chi è puro, ma per quelli che sono corrotti e senza fede nulla è puro: sono corrotte la loro mente e la loro coscienza. Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli e incapaci di fare il bene.

Commento

Paolo mette in guardia Tito dai falsi maestri giudeocristiani: hanno prodotto una forte crisi nella comunità, la quale rischia di essere ingannata dalla dottrina sbagliata che riguarda il modo di vivere la liberazione donata da Gesù Cristo.

Paolo è cosciente che il suo insegnamento rischia di essere inquinato da questi maestri e per questo motivo chiede a Tito di individuarli, smascherali e isolali.

Le sue sono parole molto forti: li definisce chiacchieroni e ingannatori rispetto alle idee che fanno circolare, in antitesi con la predicazione dell’Apostolo. Con parole e opere portano scompiglio nelle famiglie e cercano di farsi mantenere in modo disonesto dalla comunità.

Occorre intervenire perché i Cretesi, che sono falsi, rozzi e pigri, possono essere un terreno fertile per le false dottrine. L’intervento di Tito, però, sarà dettato non da amore di durezza, ma per la funzione positiva di edificare la comunità: in questo modo i Cretesi rigetteranno l’errore e desidereranno di essere diversi.

La sanità della fede, di cui parla Paolo, chiede un’adesione fatta con tutto il cuore alla vita di Gesù Cristo, e chiede anche di abbandonare alcune tematiche, che sono favole giudaiche (la circoncisione, il divieto dei matrimoni misti e la proibizione di mangiare carni impure), in altri termini l’idea che la salvezza è frutto dell’osservanza meticolosa delle regole. Questo tipo di osservanza rendeva i Cretesi chiusi alle altre culture presenti sull’isola. La questione era delicata perché chiamava in gioco l’identità del cristiano, che per natura è aperto alla novità di una vita libera e liberata, animata dallo Spirito di Do.

Canto finale: E correre

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